Nel deserto, cerchiamo il tuo volto

Nel deserto, cerchiamo il tuo volto

La sera di lunedì 31 marzo, tutte le suore dell’Area del Senegal insieme alle novizie e alla prenovizia si sono recate al Focolare della carità di Cap des Biches per vivere un momento di ritiro con il Signore, animato da padre Joseph Ndong, Oblato di Maria Immacolata. Abbiamo avuto la grazia di poterci raccogliere, meditare e pregare con i suoi insegnamenti ricchi e vari. Il nostro ritiro si colloca in questo Anno giubilare, un anno di perdono e di remissione dei peccati, che abbiamo vissuto in tre dimensioni: preghiera, silenzio e Scritture. Durante questa settimana abbiamo espresso la nostra gratitudine a Dio attraverso la contemplazione della sua creazione, davanti alla quale ci meravigliamo riconoscendone la bellezza ed entrando in profonda relazione con Lui.

Nei primi giorni, passeggiando nella natura, abbiamo scoperto la nostra piccolezza e ci siamo fermate davanti a ciò che ha attirato la nostra attenzione, poiché siamo custodi di ciò che Dio stesso ha creato. La contemplazione ci ha permesso di compiere un pellegrinaggio interiore e di scoprire l’amore di Dio in noi, approfondendo la nostra conformità a Cristo.

Poi abbiamo riflettuto su come custodire le radici della nostra fede per alimentare la fiamma della speranza. Essere seminatori di speranza significa portare luce nell’oscurità, infondere coraggio a chi dubita e ravvivare la fiamma della speranza in chi l’ha persa. In uno spirito di sinodalità, siamo invitate a costruire collettivamente e attivamente la comunità. Ravvivare la fiamma della speranza in uno spirito di sinodalità, significa imparare che non si è soli nella missione.

Poiché siamo nell’Anno giubilare, abbiamo il coraggio e la capacità di perdonare e avere misericordia. La vita comunitaria diventa allora un laboratorio di perdono, un luogo privilegiato di misericordia. Sarà quindi necessario armarsi di umiltà e verità per vivere questa dimensione.

Infine, attraverso la parabola del seminatore in Marco, abbiamo approfondito la nostra consapevolezza di essere come colui che esce per seminare. Il consacrato che ha ricevuto il seme della Parola di Dio, è a sua volta chiamato ad essere un seminatore di speranza. Il frutto che la Parola ha prodotto in noi, è chiamato ad essere seminato nel cuore dei credenti, adottando la stessa pedagogia del Seminatore per eccellenza, modello di carità, fede e speranza. «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

Siamo grate a Dio per questo tempo intenso vissuto in Sua presenza, lontano dal rumore e dalle occupazioni quotidiane. Durante tutto il ritiro abbiamo portato nel cuore la vita di ogni sorella e di ogni associato/a in questo Anno giubilare. Siamo poi tornate nelle nostre comunità, fortificate e rinnovate nell’amore di Cristo.

Le novizie SFP Clémence Ngom e Mathilde Thiaw