From the Four Corners of the Earth, to Rekindle Hope

From the Four Corners of the Earth, to Rekindle Hope

Tra le migliaia di giovani giunti a Roma per il Giubileo “Pellegrini di speranza”, 23 di loro sono stati accompagnati dal Senegal, Brasile, Filippine e Italia, dalle Suore Francescane dei Poveri. Un sogno che ha preso forma nei mesi precedenti, attraverso incontri online, attività e programmi, desiderio di condivisione.

Ad aprire le loro porte e i loro cuori sono state le comunità di Frascati ed Assisi, che hanno permesso ai ragazzi di fare un’esperienza di profonda cura. In alcuni momenti la presenza amica e gioiosa delle sorelle della Leadership ha regalato il cuore del carisma di Madre Francesca e ha mostrato quanto i giovani siano al centro delle attenzioni e speranze della Congregazione.

La visita ad Assisi ha mostrato chi erano San Francesco, Santa Chiara e il Beato Carlo Acutis, lasciando in loro il desiderio di vivere con radicalità e entusiasmo la loro fede cristiana.

I giorni del Giubileo a Roma sono stati speciali per molte ragioni: l’opportunità di vedere da vicino Papa Leone, accolta come dono prezioso della Provvidenza; la visita emozionante a luoghi tanto importanti della fede; l’immersione nel cuore della Chiesa e della grazia; infine l’invio ai tanti giovani che hanno bisogno della Luce di Cristo.

L’essere un gruppo internazionale ha offerto ai ragazzi un’esperienza interculturale, sfidandoli a trovare modi per comunicare, sostenersi e aiutarsi nei momenti di maggiore stanchezza; hanno fatto l’esperienza di essere un popolo in cammino, radunato da Gesù.

Ecco alcune testimonianze:

La cosa più impressionante per me è come ognuno di noi sia riuscito a comunicare nonostante le barriere linguistiche e le differenze culturali. Grazie a questo abbiamo potuto condividere esperienze e avvicinarci di più a Dio. La disponibilità ad aiutarci e l’attenzione reciproca, anche se non ci conoscevamo così bene, mi hanno colpito; il nostro gruppo è cresciuto rapidamente e ha vissuto l’amore reciproco.

La parola che riassume questi giorni per me è gratitudine: per ogni momento, per ogni persona che abbiamo incontrato, per l’opportunità di vivere quest’Anno giubilare.

L’esperienza di entrare nelle chiese è stata indescrivibile: abbiamo potuto vedere e ascoltare la loro storia, attraverso le pareti che parlano da sole e l’architettura impeccabile.

L’emozione nel mio cuore era così grande quando siamo andati in Piazza San Pietro, per me la prima volta! Abbiamo potuto vedere la Basilica da vicino e Papa Leone, in comunione gli uni con gli altri. L’energia era inspiegabile.

Ciò che mi ha colpito di più è stata la spiritualità di Roma, la consapevolezza che Gesù Cristo è il Salvatore, ma anche il fondamento delle chiese che sembrano incentrate su valori antichi e spirituali.

Inoltre, mi ha colpito vedere giovani provenienti da tutto il mondo; questo dimostra che dobbiamo avere più fiducia nella nostra religione perché, con la gioventù che siamo, possiamo riaccendere quella fiamma che sgorga dal Cuore di Cristo, che si era quasi spenta.

Il mio sogno era visitare il Vaticano, quindi per me il momento più memorabile è stato il giorno dell’apertura del Giubileo in Piazza San Pietro. Anche così lontano dal centro della piazza, ero la persona più felice del mondo. Una folla di giovani, così tanti sguardi, così tante persone: lo ricorderò per sempre! L’abbraccio che ci siamo scambiati il giorno delle confessioni ha espresso con un semplice gesto un’emozione grandissima e la presenza reale di Cristo nei fratelli e nelle sorelle. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato.

Mi ha colpito l’attesa. Quei momenti in cui siamo stati fermi ad aspettare, vedere nel volto di ognuno di noi gli stessi desideri e speranze, che si trattasse dell’arrivo di un autobus o del Papa. I canti per trasformare quei silenzi in gioia e divertimento. Le risate, le voci che cantano in coro per formarne una sola, i battiti di mani tutti diversi tra di loro, ma uniti in una sola melodia.

I giorni del Giubileo sono stati ricchi di danze, giochi, canti e preghiera, ma soprattutto di incontro con Dio attraverso nuovi amici: un’esperienza di Chiesa giovane, viva e piena di speranza. I giovani sono ripartiti col desiderio di portare questa ricchezza a tanti!! Buon cammino a tutti.